L’uomo sulla strada. A un passo dalla vendetta

Il thriller d’esordio di Gianluca Mangiasciutti, dal 7 dicembre al cinema, tra toni cupi e la sintonia ammaliante dei protagonisti Aurora Giovinazzo e Lorenzo Richelmy

Arrivato al suo primo lungometraggio da regista dopo una lunga carriera di assistente alla regia e di cortometraggi realizzati – tra cui Dove l’acqua con altra acqua si confonde, candidato ai David del 2015 – Gianluca Magiasciutti si presenta con L’uomo sulla strada, pellicola di genere drammatico thriller che la posiziona sin da subito tra le uscite più interessanti del cinema italiano (in sala dal 7 dicembre).

“L’uomo sulla strada”. Regia Gianluca Mangiasciutti

La storia riguarda un’introversa e problematica diciottenne, Irene (Aurora Giovinazzo), che deve fare i conti col trauma mai superato della morte del padre a causa di un pirata della strada, Michele (Lorenzo Richelmy), con il quale la ragazza instaurerà un legame.
Dalle prime battute non sembrerebbe quel tipo di storia che attrae e colpisce in particolar modo, ma la coppia di sceneggiatori Mariano Di Nardo e Serena Cervoni scrive con cura una solida costruzione narrativa che dà la base a una trama semplice con pochi fronzoli ma efficace; efficacia data anche dal buon supporto di una buona caratterizzazione dei personaggi principali, Irene e Michele, i quali coinvolgono gli spettatori con i loro caratteri chiusi, sofferenti e con le loro poche aperture a sorrisi e momenti di allegria: segno anche di una buona coerenza con la personalità adottata dagli autori.
La sceneggiatura scorre liscia e muove curiosità sull’andamento della storia, ma c’è da dire che alcune scene del blocco iniziale appaiono un po’ forzate e con soluzioni frettolose. Inoltre, il supporto dei dialoghi non è allo stesso livello di quello della scrittura dei personaggi, risultando spesso poco pensati e fin troppo convenzionali. 

“L’uomo sulla strada”. Regia Gianluca Mangiasciutti

I film però non ruotano principalmente sui dialoghi, ma più sulle azioni e sulle espressività degli attori che incarnano i personaggi. A tal proposito, Aurora Giovinazzo si mostra perfetta ed eccellente nell’impersonare la fragile, ma al tempo stesso forte, Irene. La rabbia, la durezza e il suo caos interiore ed esteriore sono trasmessi con forza e personalità dalla Giovinazzo, che in tale ruolo dimostra ancor di più di essere una delle più brave attrici emergenti del nostro cinema.
A darle man forte c’è anche un Lorenzo Richelmy che è ben immerso nel ruolo del tormentato Michele e ne dà piccole e pregevoli sfumature qua e là che ben lo caratterizzano; ciò grazie anche a un buon lavoro giocato sull’intensità di sguardi che comunicano più di tanti dialoghi. C’è da aggiungere che è di buona qualità il lavoro di coppia di Giovinazzo/Richelmy e crea una sintonia ammaliante tra i due personaggi al centro della vicenda dandone spessore. 

“L’uomo sulla strada”. Regia Gianluca Mangiasciutti

La storia e i personaggi di buon livello sono anche seguiti da una regia attenta da parte di Mangiasciutti che riesce a ricoprire il film di uno stile cupo azzeccato, così anche come la fotografia fredda e dai colori smorti che accompagnano la pesantezza quotidiana dei protagonisti. Plauso anche per musica e montaggio che cadenzano dolentemente in positivo lo sviluppo degli eventi del film. 
A conti fatti, L’uomo sulla strada è una buona opera d’esordio, seppur in qualche piccola imperfezione di carattere dialogico e di sganci narrativi, e si pone senz’altro come uno dei film da tenere maggiormente d’occhio.

L’UOMO SULLA STRADA

Regia: Gianluca Mangiasciutti
Sceneggiatura: Mariano Di Nardo, Serena Cervoni

con Lorenzo Richelmy, Aurora Giovinazzo, Astrid Casali, Elisa Lucarelli, Marit Nissen, Eugenio Gradabosco, Jozef Gjura

Produzione: Eagle Pictures
Distribuito da: Eagle Pictures

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