Tre piani. Nanni Moretti e la critica (stanca) della società

In uscita il 23 settembre, il film con Rohrwacher, Scamarcio, Buy e lo stesso Moretti: tre  angosciose storie metropolitane e una visione spietata per personaggi detestabili

È notte fuori da un signorile condominio romano. Monica (Alba Rohrwacher) arranca in preda alle doglie, in attesa del taxi che la deve condurre in ospedale per partorire. D’improvviso l’auto guidata da Andrea (Alessandro Sperduti) sbanda impazzita per la strada e investe violentemente una donna, prima di schiantarsi sulla facciata del palazzo, irrompendo nel salotto dello sbigottito Lucio (Riccardo Scamarcio). I genitori di Andrea, Vittorio (Nanni Moretti) e Dora (Margherita Buy), si affacciano per constatare la tragedia, mentre Lucio corre a tranquillizzare la piccola figlia Francesca e la moglie Sara (Elena Lietti). 

“TrePiani”. Regia Nanni Moretti

È il drammatico inizio che, in modo traumatico, ci presenta i nuclei familiari dell’ultimo film di Nanni Moretti. Tre piani (al cinema dal 23 settembre) condominiali, per tre famiglie e tre momenti diversi della narrazione, separati ognuno da un periodo di cinque anni. 
Dietro quelle mura così borghesi, così apparentemente tranquille, si consuma un decennio fatto di ansie, sospetti, ossessioni, liti ed egoismi. Vittorio, austero giudice, deve sopportare i peccati del figlio, inevitabilmente e giustamente destinato al carcere, con il quale non riesce ad avere un rapporto sereno e che, potendo, lo condannerebbe per sua mano seduta stante. Dora, giudice anche lei, nonostante l’evidente colpevolezza del ragazzo (era ubriaco al momento dell’incidente), decide comunque di cercare una scappatoia per Andrea, un cavillo che non lo porti lontano da lei. Lucio lascia spesso la propria figlia in compagnia dei vicini Giovanna (Anna Bonaiuto) e Renato (Paolo Graziosi) ma una sera quest’ultimo, affetto dai primi sintomi di Alzheimer, porta la piccola in giro per il quartiere, perdendosi. Per Lucio il tarlo di una violenza sessuale nei confronti della sua bambina, tanto improbabile quanto insopportabile da immaginare, comincia a minarne l’equilibrio, nella convinzione di poter scoprire a ogni costo una verità che crede solo lui. Per farlo, non esita a servirsi di Charlotte (Denise Tantucci), nipote parigina di Renato e Giovanna, compiendo una scelta rovinosa. Monica, con il marito Giorgio (Adriano Giannini) sempre assente per lavoro, è costretta a rimanere da sola con la sua neonata per mesi interi: in lei comincia far capolino l’ombra di una follia, vera o semplicemente temuta, che ha già costretto la madre in un istituto.

“TrePiani”. Regia Nanni Moretti

Si tratta di tre angosciose storie metropolitane le quali, in dieci anni, vedono una faticosa e tortuosa risoluzione. In un modo o nell’altro.
Nanni Moretti trasloca l’omonimo romanzo dell’israeliano Eshkol Nevo da Tel Aviv a Roma e, per la prima volta nella sua carriera da regista, assieme a Federica Pontremoli e Valia Santella firma una sceneggiatura non originale. La spietatezza con cui ha sempre trattato i suoi personaggi, lo sguardo fortemente critico nei confronti della società che lo circonda, raggiungono ora quello che è forse il punto di maggiore disillusione: un barlume di speranza sembra brillare, alla fine, ma è tenue, ormai sul punto di spegnersi del tutto. Non c’è neanche più la consolazione di poter andare d’accordo quantomeno con una “minoranza di persone”, come diceva a un distratto automobilista in Caro diario, durante un’estate di quasi trent’anni fa.
Malgrado il cast imponente, su cui spicca per intensità recitativa Margherita Buy, c’è da dire che se l’intento è quello di rendere detestabili i personaggi, lo scopo viene senza dubbio raggiunto.

“TrePiani”. Regia Nanni Moretti

Non sempre, infatti, è facile entrare in empatia con i loro comportamenti, con le loro scelte, a tratti incomprensibili. Il fastidio del pubblico nei confronti del palese egoismo di alcuni di loro è certamente desiderato, come anche la sensazione di una caduta verticale dei valori che legano le nostre comunità, delle quali il microcosmo del condominio è una sorta di metafora. Ma l’eccessiva durata di due ore, le indolenze e gli inciampi narrativi, fatti anche di svolte poco plausibili e di dialoghi per niente spontanei, non aiutano ad appassionarsi realmente ai destini di queste persone che, già dopo il secondo atto, hanno poco da dire.
La stanchezza che pare avere Nanni Moretti per l’andare del mondo, insomma, è la stessa con cui arriviamo alla fine di un film deprimente, dove la vita, tutto sommato, trova comunque un modo per andare avanti. Nonostante noi e nonostante sia sempre più difficile recuperare la forza per non arrendersi. Ma al cinema tutto questo è stato detto già altre volte e certamente in modo più interessante. 

TRE PIANI

Regia: Nanni Moretti 

Sceneggiatura: Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella

con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Denise Tantucci, Nanni Moretti

Prodotto da: Sacher Film, Fandango, Rai Cinema, Le Pacte

Distribuito da: 01 Distribution