Parasite. Il gioco feroce del destino

By , in Cinema e Serie TV on . Tagged width: , ,

Palma d’oro a Cannes 2019, il film del sudcoreano Bong Joon-ho è un family-drama spietato tra ambizioni sociali e fughe dagli Inferi contemporanei

Lo vedremo in sala dal 7 novembre, il film di Bong Joon-ho che si è aggiudicato la Palma d’oro all’ultima edizione del Festival di Cannes – e che rappresenterà la Corea del Sud ai prossimi Oscar 2020. 
Dopo il fantascientifico Snowpiercer del 2013, il regista e sceneggiatore sudcoreano firma un altro titolo che affronta le abissali distanze tra ceti sociali: differenze insanabili che sembrano escludere ogni forma di cambiamento. Non si tratta di dipingere un semplice scenario abitato da buoni e cattivi, quanto di prendere amaramente in considerazione la realtà dei fatti. 
Ma andiamo per gradi. Ci troviamo al cospetto di due famiglie coreane: una ricca e felice, l’altra povera e disperata. Nello squallido seminterrato di quest’ultima vivono Ki-Taek (interpretato dal veterano Song Kang Ho), sua moglie Chung-Sook (Chang Hyae Jin), ex campionessa olimpionica di lancio del peso, e i figli Ki-Woo e Ki-Jung (rispettivamente Choi Woo Shik e la reginetta degli horror coreani Park So Dam), entrambi esclusi dagli studi universitari e senza alcuna prospettiva futura. 

“Parasite”. Regia Bong Joonho

L’occasione di riscatto economico e sociale giunge il giorno in cui un amico di Ki-Woo decide di lasciargli il suo lavoro: un impiego ben pagato per il tutoraggio della figlia del signor Park, un ricco imprenditore nel campo dell’informatica. Ma per entrare nelle grazie della famiglia è necessario mentire sulle reali credenziali di Ki-Woo che, sebbene in gamba e preparato, non è neanche diplomato. Tuttavia, le doti di falsificatrice di sua sorella gli saranno d’aiuto per procurarsi documenti e attestati mendaci che gli faranno sì ottenere il lavoro, ma daranno anche inizio a una catena di bugie e a un susseguirsi di inganni che avranno serie conseguenze. 

“Parasite”. Regia BongJoonho

Quanto ai coniugi Park (ovvero Lee Sun Kyun e la protagonista di The Concubine Cho Yeo Jeong), non ci si aspetti insensibili e sfruttatori ricconi, sprezzanti del lavoro dei propri dipendenti, ma piuttosto onesti e affascinanti signori che pagano generosamente e si rapportano con cortesia e benevolenza. Però lo sperpero che fanno dei loro soldi è offensivo, se osservato da chi non ne ha. E le incredibili sciocchezze con cui viziano i loro figli sono semplicemente parte del loro ingenuo modo di vivere. 
D’altro canto, anche Ki-Taek non è un criminale, come non lo è sua moglie Chung-Sook e non lo sono i suoi figli, due ragazzi intelligenti, cortesi e dalle sane ambizioni. Il loro è semplicemente un destino al quale non si sfugge: nulla sembra poterli realmente sottrarre dalla vita del fetido appartamento, tra cibo spazzatura e vicini ubriachi che usano le finestre come latrine. 

“Parasite”. Regia BongJoonho

Il quadro che via via si definisce è dunque sintomo di una situazione che, sembra volerci suggerire Bong Joon-ho, mette necessariamente le persone in conflitto. È un sistema, quello in cui viviamo, in cui non si può vivere in simbiosi gli uni con gli altri ma – come indica il titolo stesso della pellicola – si è spinti, per sopravvivere, a dover sfruttare occasioni e persone, come dei parassiti sociali. L’alternativa è la rovina.

Parasite è un racconto spietato, forse un po’ troppo lungo e con qualche passaggio narrativo difficile da credere, ma i toni da commedia non devono ingannare. Ci sono continui colpi di scena, tragedie e rovesci di fronte. E per citare un momento che da solo vale la visione dell’opera, pensiamo alla notte in cui Ki-Taek e famiglia banchettano felici nella sontuosa villa degli assenti Park, quando inaspettatamente devono darsi a una fuga disperata sotto una pioggia torrenziale, che li condurrà giù per infinite scale fin nel loro tugurio inondato dalle acque fognarie. È una scena che somiglia – non a caso – a una cacciata dal Paradiso, a una sconfortante calata negli stessi Inferi da cui erano venuti. E no, non è questa la fine del film, che invece ha ancora in serbo una lunga quantità di sorprese ma non certo un messaggio di speranza sui tempi bui che viviamo. 

PARASITE
Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Han Jin Won

Regia: Bong Joon-ho

con Song Kang Ho, Lee Sun Kyun, Cho Yeo Jeong, Choi Woo Shik, Park So Dam, Chang Hyae Jin

Produzione: Barunson E&A
Distribuito da: Academy Two