Le Verità stanno nel mezzo. Tra realtà e fantasia

La commedia agrodolce del giapponese Hirokazu Kore-eda, con l’ottima prova attoriale di Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, e una storia che scivola nel banale

Un’attrice francese che è un monumento alla settima arte in patria. La sua autobiografia in uscita nelle librerie e la figlia con la sua allegra famiglia che torna dagli Stati Uniti per festeggiare l’evento. Una riunione parentale alto borghese in un’accogliente casa parigina, dove nel giro di alcune settimane, si finisce per confrontarsi l’un l’altro rimettendosi in gioco.
In Le Verità, in uscita il 10 ottobre, ci sono gli ingredienti per una commedia agrodolce con tutti i crismi: un film che il regista giapponese Hirokazu Kore-eda (reduce dalla Palma d’oro a Cannes nel 2018 con il film Un affare di famiglia) per la prima volta decide di girare lontano dal Giappone, scegliendo la Francia e il suo cinema come punti di riferimento.

“Le Verità”. Regia Hirokazu Kore-eda

Fabienne, interpretata meravigliosamente da Catherine Deneuve, ha un passato turbolento, fatto di molti amori, uomini traditi e gettati via, grandi film e rivalità con le migliori attrici d’oltralpe. Ha una figlia, Lumir (Juliette Binoche), che da questo ambiente – dove la carriera viene prima di tutto e l’ambizione è il valore principe – ha preferito fuggire, scegliendo l’America, senza però dimenticare il cinema. È infatti una sceneggiatrice e moglie di Hank (Ethan Hawke), un attore di poco valore che lotta con problemi di alcolismo, da cui ha avuto Charlotte, una bambina vivace e intelligente.

Con l’uscita del suo libro, Fabienne mette nero su bianco le persone e gli episodi del suo passato, fatto salvo che, nel raccontarli, dimentichi qualcuno, storpi la verità su qualcun altro – e lo dia persino per morto, come l’ex marito Pierre -, taccia su gravi episodi commessi e ne riferisca altri mai accaduti.
Al debutto autoriale, si affianca una crisi esistenziale e professionale di Fabienne, ora impegnata in un film di fantascienza che disprezza e nel quale recita insieme a un astro nascente della cinematografia, la giovane Manon (Manon Clavel), palesemente irrisa ma segretamente invidiata. 

“Le Verità”. Regia Hirokazu Kore-eda

Si tratta di due tracce narrative molto diverse che però ci parlano dello stesso tema: la verità, quella che si cerca costantemente in famiglia e che, puntualmente, viene negata dagli altri. Si assiste a vicende che alcuni non ricordano, a dettagli che nessuno conosceva o che ricordava in modo totalmente diverso, in una sorta di alternanza tra realtà e fantasia. E non a caso il film a cui sta lavorando Fabienne è fantascientifico (dunque pura finzione), con l’attrice ormai agée nella parte della figlia divenuta anziana e stanca. Una sorta di angoscioso “viale del tramonto”, dove c’è anche spazio per un ribaltamento dei ruoli madre-figlia che finisce per invadere pure la vita reale.

Siamo in bilico tra autenticità e falsità. Senza sapere mai con certezza quale sia la vera Fabienne: quando, cioè, dice la verità o quando invece sceglie di recitare anche nel privato. Le riprese del film e la prolungata presenza dei parenti in casa, finiranno per sciogliere i nodi narrativi, ma non del tutto: in fondo la verità non è una sola, dal momento che essa cambia a seconda dei punti di vista di chi vive gli stessi eventi. 

“Le Verità”. Regia Hirokazu Kore-eda

E forse qui sta il problema di fondo di questo film: nel volerci dire una cosa ben nota, su cui i filosofi si vanno arrovellando da secoli e che Akira Kurosawa (tanto per citare un grande regista connazionale di Kore-eda) ci aveva già magistralmente ricordato in Rashomon.
Anche volendo trasmettere un concetto acclarato, cosa ovviamente per nulla vietata al cinema, questo si può fare a patto di ricercare comunque uno spunto narrativo fresco e interessante. In questo film invece, senza per nulla svalutare la notevole bravura del cast, affiatato e convincente, l’intera vicenda è una sorta di quadretto familiare che scivola nel banale, in scenette che sembrano avere come unico scopo quello di aggiungere minutaggio alla pellicola, in contrasti e problemi apparentemente gravi ma che poi, tutto sommato, non pesano neanche più di tanto nella noiosa quotidianità dei personaggi. 

Colpisce in particolar modo come Lumir, teoricamente piena di risentimento per la madre, tanto da cercare di essere completamente diversa con la sua famiglia ( sia nel costruire un rapporto positivo con la figlia Charlotte, sia nel lottare per tenersi il problematico marito Hank), si trovi ad essere a più riprese la migliore amica e complice di Fabienne. Dovrebbe essere fuggita da lei, terrorizzata da quella che veniva definita “strega”, eppure la segue volentieri ovunque, anche negli inganni.
Insomma, un’ottima prova attoriale che, però, non sembra riflettersi in una storia che invece manca di intensità, originalità e coerenza.

LE VERITÀ

Sceneggiatura: Hirokazu Kore-eda
Regia: Hirokazu Kore-eda

con Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Clementine Grenier, Manon Clavel

Produzione: 3B Productions, Bunbuku, MI Movies, France 3 Cinema

Distribuito da: BIM Film